Adottare un bambino e sostenere la sua famiglia
Progetto Briciola concentra i propri sforzi sulla comunità del villaggio di Hured. Il sostegno a distanza è un prezioso strumento attraverso il quale poter contribuire in prima persona allo sviluppo globale di quella collettività.
Il sostegno è compiuto a nome di un bambino o di una bambina, liberamente scelti dai sostenitori (detti “Sponsors”), i quali sono i principali beneficiari del contributo mensile. Il sostegno garantisce loro la possibilità di frequentare la scuola, di poter vestire in maniera dignitosa e di ricevere cure mediche ogni qualvolta sia necessario.
Siamo però fermamente convinti che la buona crescita e la formazione completa della personalità dei bambini dipenda innanzitutto dalla famiglia, con cui essi spendono gran parte del proprio tempo. Ecco perché non è concepibile un sostegno benefico per l’infanzia che non incida anche sul contesto familiare di appartenenza, per migliorarne la condizioni di vita. Nulla può rendere una bambina o un bimbo più felice dell’arricchimento interiore di ogni componente della sua famiglia, e nessuna ricchezza materiale è a ciò comparabile.
Il 39% della popolazione etiope vive sotto la soglia di povertà, ossia con meno di 1 $ al giorno. Attraverso un contributo mensile continuativo di 25,00 € si può consentire a un bambino e alla sua famiglia di ricevere al meno quel singolo dollaro giornaliero con il quale garantire loro la sopravvivenza, la possibilità di sperare e l’opportunità di prendere in mano le redini della propria vita, liberandoli dall’ombra di un triste futuro. Ogni famiglia è vivamente incoraggiata dai referenti della nostra organizzazione - i quali monitorano costantemente le modalità di gestione del denaro da parte dei riceventi - a optare per stili di vita e iniziative che comportino uno sviluppo sostenibile a livello personale, familiare e, di conseguenza, comunitario.
A oggi i sostegni a distanza sono più di 200. Dei 25,00 € Progetto Briciola garantisce che non meno del 96% giunge al bambino destinatario, essendo le spese d’ufficio ridotte al minimo indispensabile. La nostra organizzazione assicura, inoltre, che tutte le entrate a favore dei bambini non vengono utilizzate per altri fini o iniziative, seppure di utilità pubblica, come la costruzione di infrastrutture o il finanziamento di altre varie attività.
Se anche tu vuoi adottare un bambino, clicca qui.
Un po’ di statistiche
In Etiopia ogni mille bambini da 0 a 5 anni, ne muoiono 119. Ogni mille bambini nati vivi, 75 di loro smettono poco dopo di respirare; ma il 20% di coloro che rimangono in vita, causa il forte tasso di denutrizione (ne è vittima il 46% dell’intera popolazione etiope), nasce sottopeso (meno di 2.500 grammi).
Secondo una ricerca condotta nell’arco di quasi una decade (dal 1999 al 2008) dall’UNICEF, il 53% dei bambini etiopi dai 5 ai 14 anni è impegnato in attività lavorative. Ai fini dell’indagine un bambino era considerato lavoratore se, fino agli 11 anni, compiva 28 ore o più di lavoro domestico e almeno 1 ora con finalità economiche, nell’arco di una settimana. Tra gli 11 e i 14, invece, era tale se accumulava 14 ore di attività economica o 42 ore totali di attività economica e domestica combinate. Questo a significare che l’impegno principale di un bambino etiope era, e continua ad essere, il lavoro e non la formazione della propria persona in tutte le sue sfere, da quella emozionale a quella affettiva, da quella intellettiva a quella spirituale.
L’UNAIDS, ossia il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno pubblicato i seguenti dati statistici:
- numero stimato di bambini e adulti insieme che convivono con l’HIV/AIDS: tra 880.000 e 1.100.000 persone (1,8% della popolazione etiope);
- numero stimato di bambini affetti da AIDS: tra 80.000 e 100.000;
- numero stimato di persone decedute a causa dell’AIDS nel 2007 (anno delle ultime rilevazioni sul campo): tra 57.000 e 77.000;
- 650.000 sono invece i bambini e i ragazzi che tra il 2001 e il 2007 persero uno dei genitori o entrambi a causa della terribile malattia;
- nella zona di Hured, nella provincia di Enemorina and Eaner, la popolazione affetta si attesta intorno al 5%.
Fonte dati:
www.worldbank.org
www.unicef.org
www.unaids.org