Il sogno si realizza: la Hured Shola

Shola in lingua Guraghigna1 non significa scuola – la somiglianza potrebbe trarre in inganno – ma è il nome di un albero secolare tipico di quei luoghi. Una Shola è stata piantata nel gennaio 2010 dagli alunni della scuola di Hured, insieme al loro Preside, in onore di Progetto Briciola ONLUS, con l’augurio che i frutti del suo operato siano altrettanto duraturi.

Desiderio di Progetto Briciola è che la Scuola Primaria di Hured, istituzione così importante per quei luoghi e quelle persone, possa continuare a durare e a fiorire così come ha fatto negli ultimi anni.

La Hured Shola era destinata a chiudere. Le strutture erano insufficienti, decadenti e gli alunni sempre meno. Nel 1997 i coniugi Zana finanziano la costruzione di nuove aule di legno.
La scuola sembra improvvisamente rinascere. Il numero degli alunni comincia a salire, tanto da incoraggiare altri investimenti da parte dell’organizzazione. Nel 2007, attraverso gli investimenti di Progetto Briciola e il lavoro senza posa di alcuni volontari, viene costruita una nuova struttura, questa volta in cemento, suddivisa in quattro aule.
Ben presto anche questa struttura risulta insufficiente, vista la quantità di alunni presenti nel villaggio. Nel 2008 viene quindi organizzata ed effettuata la costruzione di ulteriori quattro aule con servizi igienici annessi.


Le iniziative sono subito sostenute dall’Ufficio Educazione del Woreda2 di Enemorina and Eaner con l’invio di più insegnanti e la concessione dei permessi per poter ospitare presso quelle strutture, oltre ai primi quattro gradi, anche i gradi 5°, 6° e 7° previsti dall’educazione primaria etiope. A oggi la scuola ha un corpo docente di circa una decina di insegnanti - di cui due stipendiati da Progetto Briciola - per più di 600 studenti iscritti. Prossimo obiettivo della Presidenza è ampliare l’offerta formativa al grado 8° (ultimo dell'educazione primaria) e permettere così agli studenti di completare l’intero arco della propria formazione primaria in Hured.

Al di sopra di qualsiasi altro intervento o sforzo, l’educazione è l’unico fondamento possibile su cui costruire il vero sviluppo delle comunità locali. L’unico vero sviluppo perché l’unico duraturo. L’unico sviluppo duraturo perché l’unico che possa consentire alle comunità locali di farsi carico di sé stesse.

Il sistema educativo


L’educazione primaria in Etiopia si suddivide in otto classi, dette gradi. L’educazione scolastica è obbligatoria a partire dai 7 anni, ma se buoni risultati di frequenza sono stati raggiunti nei grandi centri urbani, molte ragazze e ragazzi delle aree rurali in età scolare non frequentano regolarmente o affatto la scuola, sia per la carenza di strutture nelle vicinanze (spesso per raggiungere la scuola più vicina è necessario camminare per ore), sia per necessità economiche.

I controlli sono quasi del tutto nulli in alcune aree. Del 91% di bambini che si iscrivono al 1° grado, solo il 64% finisce l'intero primo ciclo della scuola primaria (completamento del grado 4°) e appena il 46% anche il secondo (dal grado 5° all’8°). L’89% di coloro che superano l’Esame di Stato alla fine dell’8° grado continuano negli studi secondari (9° e 10° grado).

Analfabetismo

Dalla ratifica della Costituzione democratica nel 1994 l’Etiopia ha compiuto passi da gigante nella promozione dell’Educazione e nella lotta all’analfabetismo, ma il pieno raggiungimento degli obiettivi richiederà ancora molto in termini di tempo, risorse economiche interne e internazionali.

Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati dall’UNESCO (2009), la percentuale di popolazione con più di 15 anni alfabetizzata è passata dal precedente 27% al 35,9% del 2007 (anno delle ultime rilevazioni ufficiali), media che comunque rimane ben al di sotto di quella di tutti i Paesi dell’Africa sub-sahariana (62,3%).

Decisamente netta è anche la disparità tra i sessi nell’educazione. Della parte di popolazione tra i 15 e i 24 anni alfabetizzata (comunque solo il 49,9% di tutta l’intera fascia d’età), il 62,2% è maschio, appena il 38,5% femmina. Percentuali, anch’esse, ben al di sotto della media di tutti i Paesi sub-sahariani.


1 Guraghigna: idioma parlato nella Zona di Guraghe in cui è situata Hured.
2 Woreda: regione amministrativa dello Stato etiope corrispondente grossomodo alla Provincia italiana.


Fonte dati:
UNESCO – UIS 2009:
www.unesco.org