Un progetto ambizioso: l'Abinezer Enemor Hospital
Nel gennaio 2010 le autorità del Woreda di Enemorina and Eaner hanno concesso a Progetto Briciola ONLUS i permessi necessari alla costruzione di un ospedale nell’area del villaggio di Hured.
L’ambizioso progetto prevede la realizzazione di un totale di quattro strutture, ognuna della grandezza di circa trecentosessanta metri quadri.
Le malattie presenti sono numerosissime, alcune delle quali, benché considerate da noi occidentali banali o addirittura debellate, risultano spesso mortali per una popolazione malnutrita che vive in condizioni igieniche carenti.
Nel corso della nostra storia di cooperazione allo sviluppo con la popolazione di Hured, nel nostro relazionarci faccia a faccia con gli abitanti del posto, chissà quante volte ci è capitato di ricevere le visite di uomini e donne, anziani e bambini piegati dal peso dell’infermità: lebbrosi, ciechi, storpi, donne doloranti a causa del prolasso del loro utero, bambini colpiti da infezioni di vario genere, e moltissimi altri. Tutti comunque accomunati da un’intensa espressione di dolore.
Nasce quindi da un bisogno estremamente concreto della popolazione etiope l’idea di costruire un ambulatorio medico, idea che si è trasformata nel tempo - per via della pressione delle autorità locali - nella volontà di edificare un ospedale.
Dall’inizio del 2010 a oggi abbiamo visto il sogno diventare realtà, grazie soprattutto al prezioso contributo economico e pratico di persone sensibili e desiderose di concedere la possibilità di continuare a sperare al proprio prossimo, sebbene cittadino di una terra a migliaia di chilometri di distanza.
Oggi la struttura esterna del primo blocco è in via di completamento, nell’attesa dell’inizio dei lavori di ripartizione dei suoi spazi interni e di arredamento, in accordo con i bisogni sanitari più urgenti.
A marzo 2011 Progetto Briciola, insieme a dei volontari, ha organizzato un'altro viaggio al fine di installare l'impianto elettrico e idraulico della prima struttura.
Inoltre è stato posato il pavimento e sono state intonacate le pareti esterne.
Le autorità locali, con le quali abbiamo instaurato un rapporto di fiducia e cordiale rispetto, dovuti all’attitudine con cui nel passare degli anni Progetto Briciola ONLUS si è approcciata ai problemi locali e ha portato a termine i suoi vari progetti, ci hanno accordato il permesso speciale di poter far entrare in funzione le varie strutture dell’ospedale man mano che verranno portate a termine, senza dover quindi attendere il completamento di tutte e quattro per ottenere l’operatività. Questo permetterà alla popolazione di poter usufruire con largo anticipo dei benefici sanitari e a noi di poter modellare il nostro intervento di costruzione dell’ospedale e gestione delle attività sanitarie sulla base dell’effettivo impatto sulla popolazione.
Una volta terminata, la prima struttura offrirà:
- servizio ostetrico per le partorienti con relativa stanza di degenza; questo in modo da incidere sul numero delle malformazioni fisiche e delle malattie, sia neonatali che materne, dovute a condizioni igieniche e a pratiche inappropriate in fase di parto;
- servizio ambulatoriale per prestazioni mediche generiche (preventive e curative) che non richiedono degenza, in modo da migliorare le condizioni di vita quotidiana degli autoctoni;
- una farmacia che possa garantire alla popolazione accesso immediato alle medicine.
Il diritto alla salute è uno dei diritti inalienabili dell’uomo e tre degli otto Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goals), sottoscritti dai massimi esponenti della Nazioni Unite, della Banca Mondiale, del FMI e dell’OCSE, comportano il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione povera del mondo.
Briciola dopo briciola, così come abbiamo potuto fino a oggi portare a termine i nostri vari progetti, siamo certi che con l’aiuto di Dio e il vostro potremo affrontare e vincere questa enorme sfida, la più grande che Progetto Briciola abbia mai avuto davanti.
Se vuoi prendere parte anche tu a questa importante sfida, coopera con la popolazione etiope donando a Progetto Briciola (per maggiori informazioni su come donare clicca qui).
La salute in Etiopia
La popolazione etiope è flagellata da numerose malattie. Condizioni igieniche carenti e pratiche di vita quotidiana non salutari sono da sé sufficienti a determinare la presenza di numerose malattie. Nonostante ciò, meno del 10% della popolazione rurale ha accesso sostenibile a strutture sanitarie.
In Etiopia le cause di morte più frequenti tra i bambini al di sotto dei cinque anni sono per il 32,2% legate a complicanze neonatali, per il 3,8% all’HIV/AIDS, per il 17,3% alla dissenteria, il 4,2% muore per morbillo, il 22,3% per polmonite e il 14,3% per altre cause. Eccetto la causa dell’HIV/AIDS (3 punti percentuali sotto la media) e il morbillo (nella media), tutte le cause elencate producono una percentuale di morti al di sopra della media dei Paesi dell’Africa sotto l’osservazione dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità).
Il quadro della situazione assume toni più cupi se si considerano le statistiche più recenti fornite dagli Organismi internazionali sulle quantità di operatori sanitari impegnati nel Paese.
Solo il 6% dei parti è assistito da personale ostetrico esperto e meno dell’1% è effettuato tramite taglio cesareo. Il numero delle ostetriche professionali si attesta al di sotto del migliaio in tutta l’Etiopia.
Le infermiere si aggirano attorno alle quindicimila unità in tutto il Paese, i farmacisti (i quali secondo la legge etiope possono offrire assistenza ambulatoriale generica) sono meno di mille e cinquecento e i dentisti meno di cento. Ancora più preoccupante è sapere che i medici generici sono meno di duemila per tutta la popolazione (che supera gli ottanta milioni) e che tutti questi dati sono inferiori alla media dei Paesi africani.
Della spesa totale annua per la sanità, il 58,4% proviene dalle casse del Governo e il resto (più del 41%) da privati. Il 26% delle risorse investite in campo sanitario proviene da fonti estere.
Fonte dati:
OMS - WORLD HEALTH STATISTICS 2006 http://www.who.int/whosis/en/