E’ nostro desiderio investire su uomini e giovani per insegnare la coltivazione della terra. Come detto in precedenza, a Hured la terra è sabbiosa e friabile. Ma ci sono buone opportunità per coltivare papaia, mango e banana. Da anni il popolo di Hured coltiva una pianta per ricavare una specie di farina con cui si prepara il “cocho” una sorta di polenta. Questa pietanza dona un senso di sazietà ma purtroppo è quasi priva di principi nutritivi. Ecco perché si sta cercando di investire nella coltivazione di qualche altro nutrimento che possa essere migliore per il fabbisogno di ognuno.
Gli animali sono estremamente magri a causa della poca erba, e per questo anche il latte prodotto è molto scarso, basti pensare che una mucca riesce a fornire solo due o tre millilitri di latte al giorno.
Ma insegnare a coltivare vuole anche dire far fronte alla stagione delle piogge che dura da giugno a settembre creando inimmaginabili difficoltà. Il terreno infatti diventa inagibile con qualsiasi mezzo e si teme che con la violenza dell’acqua possa anche essere distrutto tutto quello che finora era cresciuto.
|
Abbiamo elencato quello che abbiamo fatto fino ad oggi.
C’è ancora molto da fare. Ci sono ancora tanti desideri, sogni, progetti. Con l’impegno, con coerenza e trasparenza, crediamo che riunendo tante piccole briciole potremo, con l’aiuto di Dio, cambiare un “pezzettino” di Etiopia.
A volte si considerano i bambini poveri come persone estranee… ma se poi ci si sofferma sui loro sguardi, se si tendono per mano, se li si ascolta e si ride con loro, ci si accorge che in fondo sono esattamente come i nostri, bisognosi d’amore, di qualcuno che guardandoli negli occhi dica loro: “Sei prezioso…”.
|